martedì 22 luglio 2014

Cena a Ponte Santa Trinita


A Firenze i potenti occupano il Ponte Santa Trinita per cenare e autocelebrarsi.


Vivo a Firenze, è una bellissima città, uno di quei rari angoli di mondo che non finiscono mai di stupirti. L’altro giorno però, e purtroppo non è la prima volta che accade, questa città mi ha stupito negativamente. Ho sentito della cena-cerimonia, alias “Grande Evento”, a Ponte Santa Trinita, per omaggiare lo stilista Ricci che ha donato la nuova illuminazione per Ponte Vecchio (ammesso che ve ne fosse realmente bisogno) e mi è venuto un senso di ribrezzo, anzi no, di vuoto. Ancora adesso, ad immaginare la pompa magna con quelle due belle facce -Renzi e Nardella- accomodate a mangiare sul ponte con tutta la corte al cospetto mi fa cadere in uno stato di angoscia. Eh sì, non solo perché l’operazione sancisce, rafforza e in un certo senso blinda anni di operazioni di questo tipo contro il patrimonio culturale, ma anche perché dimostra quanto siamo un popolo corrotto. Immaginate, infatti, tavolini agghindati a dovere, camerieri a servire piatti e vini pregiati ai tavoli allestiti lungo il detto ponte1, chiacchiericci, fotografi, testate giornalistiche e telegiornali a ritrarre il tutto, mentre, dall’altro lato del ponte la gente (a)normale ad assistere a cotanta ingordigia; come se tutto ciò fosse normale.

Viene da chiedersi se questa cena possa dirsi davvero una cena privata: in primo luogo perché è una cena concessa da un’autorità pubblica che, anche se gestisce la cosa pubblica come fosse cosa privata, gode, in virtù di un finanziamento da privati, di un ritorno di immagine che servirà a rafforzare la sua autorità pubblica; in secondo luogo perché la folla che sta lì ad applaudire -e a non percepire quanto di anomalo sta accadendo- è quella stessa folla che ritenendo tutto ciò assolutamente normale, oblitera un modello e rende banale ciò che in realtà è pesantemente corrotto. Sarebbe come autorizzare qualcuno a dire verso noi stessi la celebre frase del film Il Marchese del Grillo “Ah… me dispiace, ma io so’ ioe voi non siete un cazzo!”

E’ quella stessa folla che, ammaliata quotidianamente dalla televisione, addirittura, ora, può vedere vivificarsi, come per magia, questi omini che occupano perennemente la scatolina del potere. E così, improvvisamente, la donnuccia piccolo borghese sogna per un momento di essere la First Lady e suo marito per una volta è più tranquillo per averla portata fuori e averle permesso di sognare…

Ecco perché siamo un paese corrotto, lo siamo perché i valori non solo vengono elusi, ma, addirittura, riescono a farci credere che non esistano…e permettiamo loro di far tutto ciò!


P.s. Non entro in merito alla questione di come Nardella, attuale sindaco di Firenze investito da Renzi, trattava i suoi studenti durante gli esami dei suoi corsi -indovinate un po?- di legislazione dei Beni Culturali (siamo di nuovo a quel “io so’ ioe voi non siete un cazzo!), ma ci terrei a raccontarvi di come camminare per Firenze significhi vedere una città letteralmente invasa da piattaforme per tavolini ed espansioni nauseabonde di attici sull’Arno, entrambe dall’improbabile esecuzione architettonica; di come potreste entrare nello storico caffè, Le Giubbe Rosse, in cui si riunivano i futuristi e altre eminenti figure della cultura italiana e trovarvi in una serata disco a suon di cocktail... come dire, come foste nel film La Grande Bellezza: terrazzate e festini.

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