lunedì 12 agosto 2013

“L’era della Grand Pubblicitè”

Questo è un breve post di commento a quanto sta accadendo in questi giorni a Firenze circa un ipotetico ritrovamento delle spoglie di Monnalisa Gherardini (la probabile Gioconda ritratta da Leonardo).
Qui, invece, riporto le notizie superficiali divulgate dalle testate giornalistiche e dai telegiornali nell’era della grand pubblicitè (la nostra)Se ne è presa una a caso di agenzia, una che possa assomigliare a quanto viene raccontato nei telegiornali ( è un’agenzia, di solito non forniscono approfondimenti ma è per far comprendere come il messaggio sbagliato si insinui facilmente nei meandri dell’informazione).
 (AGI) – Firenze, 10 ago. -  Oggi a Firenze e’ stata aperta la Cripta dei Martiri nella Basilica della Santissima Annunziata, dove potrebbero essere contenuti i resti di Piero, figlio di Lisa Gherardini, la prima modella di Leonardo per la sua Gioconda.
 Questo è invece un approfondimento di un professionista, Tommaso Montanari, interessante e affrontato con serietà e acuta ironia. Nel post si spiega lucidamente tutta la vicenda, per cui rimando ad esso.

Firenze, sulle tracce di Monna Lisa: dopo trecento anni aperta la tomba di famiglia

Invito, come sempre, a non bere a tutto quello che si sta dicendo in quella scatolina infernale (tv). Badate, i pazzi non sono gli storici/storici dell’arte che “vogliono risolvere solo con i documenti” le complesse problematicità della storia -così ha detto questo Vinceti intervistato nell’edizione del tg la7- , i pazzi sono questi signori schiavi dell’audience, del denaro e di una necrofilia spettacolarizzante. Il problema storico, tra l’altro, non sussiste neanche, poiché -come sottolinea lo stesso Montanari- a cosa può servire ritrovare i resti di questa poveraccia? Può servire a lanciare servizi buffonata nei vari programmi pseudoscientifici- che a loro volta vengono profumatamente pagati dagli sponsor-, può servire a esporre le ossa di un cadavere e vendere i biglietti a qualche rincretinito, ma non serve assolutamente alla storia e alla ricerca storico artistica. La cosa che più da rabbia è che questi personaggi, senza alcuna onestà, si presentano al pubblico come storici d’avanguardia piuttosto che come imbonitori d’accatto. Veri e propri cialtroni insomma…

1 commento:

  1. Le FOTO ARTISTICHE, invece, in base all'art. 2 della Convenzione di Berna del 9.9.1886 (aggiornata dalla convenzione di Bruxelles del 26.6.1948), recepita nel nostro ordinamento con la l.16.2.1953, n. 247, vengono considerate alla stregua di opere dell'ingegno e la loro tutela non è subordinata ad alcuna formalità (quale appunto l'indicazione del titolare dei diritti e dell'anno di realizzazione). Non solo, pure la durata della tutela si estende sino al settantesimo anno successivo alla morte dell'autore, e non al ventennio dalla realizzazione.

    Per i RITRATTI, infine, la legge impone che chiunque volgia esporre, riprodurre o mettere in commercio la fotografia rappresentante l'immagine di una persona, deve preventivamente ottenere il consenso di questa (art. 96 l. 633/41). Il consenso non è necessario se la persona è di particolare notorietà o se è fotografata in virtù di qualche ufficio pubblico che ricopre, o per ragioni di giustizia o di polizia, oppure per scopi scientifici, didattici, culturali, o ancora se la riproduzione è legata a fatti, avvenimenti, cerimonie di pubblico interesse o che comunque si sono svolte in pubblico (art. 97 l. 633/41), salvo che l'esposizione o la messa in commercio arrechino pregiudizio alla reputazione ed al decoro della persona ritratta. Se viene ritratto un personaggio pubblico, la sua immagine non può essere utilizzata - senza la necessaria autorizzazione - per fini diversi dal dare notizie o informazioni su tale personaggio.

    www.mauromoriconi.com

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