lunedì 12 agosto 2013

La collezione De Nittis: un dono alla città

A Barletta si celebra il centenario della donazione di Léontine Gruvelle, atto d’amore per la città natale di De Nittis.

Era il lontano 1914 quando Giuseppe Gabbiani -pittore anch’egli-, a seguito dell’esplicita volontà testamentaria espressa da Léontine -moglie di De Nittis- di donare l’intera collezione di quadri alla città di Barletta, fu incaricato di recarsi a Parigi per stabilire i dettagli del trasferimento della collezione.
Léontine, donna elegante e contraddistinta da un certo amour pour l’art, aveva coltivato la sua ambizione letteraria scrivendo con lo pseudonimo di Olivier Chantal e, nonostante i problemi economici a cui dovette far fronte, non disperse mai il nucleo più importante dei quadri che finirono così, probabilmente per volontà dello stesso De Nittis, per raggiungere la città di Barletta.
La mostra si presenta come supplemento naturale all’esposizione permanente di Palazzo della Marra poiché vengono esposte delle opere appartenenti ai depositi dello stesso museo. Si tratta di opere di diverso genere: dalla pittura ad olio, alla grafica, dai pastelli -tecnica questa molto amata da De Nittis- agli acquerelli.
Una mostra che, nata per supplire all’impossibilità di portare a Barletta la grande mostra su De Nittis di Palazzo Zabarella a Padova, si presenta come integrazione alla pinacoteca permanete del piano superiore, una sorta di espansione didattica che offre uno sfaccettarsi di ulteriori dettagli della pittura di questo grande protagonista dell’Ottocento. Se poi pensiamo che – e qui una piccola nota polemica non di certo contro l’esposizione- qualcuno con le opere presenti nei nostri depositi voleva “far cassa”, affittandole ad altri paesi, comprendiamo quanto siano necessarie alla nostra cultura operazioni di questo tipo, approntate, tra l’altro, con dei bassi budget in un momento di forte carenza di risorse.
La mostra è curata dalla prof.ssa Christine Farese Sperken, docente di storia dell’arte presso l’Università di Bari e da due giovani dottori di ricerca Edoardo Trisciuzzi e Nicola Zito.


Periodo: dal 28 luglio 2013 al 7 gennaio 2014

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