giovedì 20 dicembre 2012

La fine del mondo nel Trecento: il Trionfo della Morte secondo Buffalmacco

Personaggio sfuggente, restituitoci alla memoria come un burlone militante dalle pagine del Boccaccio, Buonamico Buffalmacco fu un pittore fiorentino attivo nella prima metà del Trecento. Sulla sua figura ci sono stati dubbi legati alla veridicità della sua esistenza, da potersi dire che le burle da lui architettate nei racconti trecenteschi -vere o no che siano state- si siano prese una rivalsa su di lui. Dell’esistenza di Buffalmacco infatti si iniziò a dubitare, poiché le uniche notizie che parlassero di opere da lui eseguite venivano dalle attribuzioni del Ghiberti nei suoi Commentari (scrivendo un secolo più tardi, il Ghiberti non si può considerare una vera e propria fonte, le notizie tramandateci da Boccaccio e dalle novelle del Sacchetti, non ci danno notizie precise sulla sua attività, piuttosto ci restituiscono, come si è detto, la figura di una sorta di eroe della burla). In realtà il ritrovamento di documenti d’archivio, tra cui quello che testimonia la sua iscrizione all’Arte dei Medici e gli Speziali di Firenze del 1320, non hanno fatto che dimostrare la fondatezza delle informazioni tramandateci nei Commentari.



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