martedì 20 dicembre 2011

Savoldo, quando la natività di un pittore annulla le distanze



Questa Natività del Savoldo, si trova nella Chiesa di Santa Maria la Nova a Terlizzi, un piccolo centro dell'entroterra pugliese.
L'opera si data al 1540 ca. ed è la variante di un modello proposto dal pittore anche nella Natività presente nella pinacoteca Tosio Martinengo.
Il Savoldo, da buon bresciano, ci restituisce una splendida natività in cui ogni particolare retorico viene epurato, l'ambientazione è spoglia e non compare all'interno del quadro alcun richiamo alla divinità, sembra il ritratto di una famigliola di campagnoli. Il pasaggio in fondo è ottenuto mediante colori freddi, di piena derivazione nordica. L'unico particolare che allude alla divinità sta nel lume che svetta in fondo sull'orizzonte. La capannina è poverissima, persino il bue e l'asinello si son dileguati; ciascuna piega delle vesti si intride di verità. Il quadro dovette avere un'importanza non indifferente per il successivo sviluppo della pittura pugliese, e sebbene si percepisca dall' immagine uno stato di abrasione avanzato, non si può far altro che immaginare  il povero contadino del contado terlizzese immedesimarsi in quell'immensa umiltà, proprio come avrebbe fatto il suo omologo lombardo della padana . Ecco perchè l'arte annulla le distanze...

(il mio presepe)


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