sabato 10 dicembre 2011

La Cupola di Santa Maria del Fiore, da Vasari a Zuccari

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La realizzazione degli affreschi all'interno della Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore di Firenze, fu affidata dapprima all'equipe del Vasari, poi, in seguito alla morte dell'aretino, che era diventato l'artista di corte preferito del duca Cosimo I, si chiamò a Firenze il pittore marchigiano Federico Zuccari; non senza crear sdegno tra gli artisti locali. In realtà il pittore marchigiano si era già meritato un gran plauso, da parte dei contemporantei, a causa dell'impresa decorativa all'interno della Villa Farnese  di Caprarola (a fianco del fratello Taddeo), e aveva avuto numerose esperienze da frescante in diverse città italiane (Cappella Grimani, chiesa di San Francesco della Vigna, Venezia; Cappella Pucci, chiesa di Trinità dei Monti, Roma;Duomo di Orvieto ) . Lo Zuccari si fa qui rapppresentante di una cultura figurativa tardo-manierista che gioca i suoi valori coloristici sullo studio delle iridescenze luministiche coreggesche, oltre che al gusto particolare per il ghiribizzo, il capriccio e l'orribile; elemento questo pienamente verificabile nelle scene infernali presenti nella Cupola, che apre nettamente a quelle che saranno le ricerche  artistiche del secolo successivo. In seguito all'inpresa fiorentina, il marchigiano, si fece realizzare un medaglione d'oro per autocelebrarsi; la sua ascesa a pittore europeo non ebbe battute d'arresto nonostante le continue Calunnie a cui fu sottoposto, fino ad arrivare a rivestire il ruolo di prestigio di Principe della neofondata Accademia di San Luca nel 1595, con l'approvazione di Sisto V.


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